Cappelli Ferro Battuto

Artigianato e passione

Il ferro: storia di Dei capaci di dominare il fuoco, antica materia uscita dalle viscere della terra.

Luciano e Marcello Cappelli sono eredi di un'arte che conta migliaia di anni.

Nel giardino davanti casa, sulla Via Chiantigiana, tra Greti e Greve, i lampadari ed i mobili in ferro sono veri e da toccare.
Giunti al laboratorio sarete accolti da un simpatico rumorino che giunge dalle finestre: Marcello e Luciano accanto al fuoco si dedicano, con i martelli stretti nelle mani, a qualcosa di rosseggiante sull'incudine e la cadenza è sempre giusta: uno picchia, l'altro solleva.
Dall'altra parte c'è chi fa volare scintille, il viso nascosto dietro una maschera nera.

L'atmosfera fa capire la fama che ha sempre fatto del fabbro un incantatore e con bacchette magiche come attrezzi.

Marcello per venti lunghi anni è andato ogni giorno a Firenze per imparare e raggiungere la perfezione del mestiere scelto; il fine settimana però si dedica alla realizzazione delle proprie idee: cominciarono con lampadari, letti e lanterne, ancora oggi i loro "cavalli di battaglia".
La posizione della bottega lungo la strada gli permise di farsi notare anche da clienti lontani, e sempre più spesso persone da ogni luogo venivano a richiedere letti a baldacchino, ma anche ringhiere ed inferriate, "mai senza sopralluogo, per conoscere la realtà".

Il successo è sicuramente dovuto al loro lavoro tradizionale, che richiede le mani dell'artigiano per tagliare, girare, saldare, martellare, comporre.

(Liberamente tratto da "Il Giornale del Gallo Nero - Chianti Classico Notizie" 1/96)

Lavorazione artigianale del ferro
Incudine e martello per la lavorazione del ferro
Battitura tradizionale del ferro caldo
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